C'è un angolo a Firenze, poco conosciuto dagli stessi fiorentini, eppure a due passi dal sempre affollato piazzale Michelangelo, meta di turisti di ogni dove e amanti dei panorami da cartolina. Si tratta del giardino degli Iris, proprietà di un’associazione privata, la Società italiana dell’Iris, il cui scopo è la promozione del fiore, la sua coltivazione e conservazione, ma anche lo studio di diverse e nuove varietà. Ogni anno, nel periodo della fioritura, il giardino apre le porte al pubblico offrendo una straordinaria mostra vivente di oltre 3000 varietà di iris, un fiore che cresce  spontaneamente nella valle dell’Arno e nelle colline intorno a Firenze. E se vi capita di fare una passeggiata ne vedrete di tutti i colori: i più comuni sono sul viola chiaro (Iris Pallida) e viola scuro (Iris Germanica), ma non manca anche il bianco venato d’azzurro (Iris Florentina) un tempo diffuso, oggi più raro.


ingresso giardino dell iris

L’associazione promuove tutti gli anni un concorso internazionale: vince chi riesce a realizzare una specie di iris coltivabile che più si avvicina al rosso scarlatto del giglio dello stemma di Firenze. Eh sì, perché lo stemma di Firenze è proprio un iris, spesso chiamato giaggiolo, o più comunemente giglio, rosso su campo bianco.

Ma come mai fu scelto proprio il giglio quale simbolo della città? La sua origine è raccontata da molte leggende: una versione vuole l’abbinamento tra il fiore e la fondazione della città da parte dei romani durante la celebrazione della dea Flora, per l’avvento di primavera. Un’altra la lega al nome del fondatore Fiorino, un pretore romano; altri sostengono che, essendo il giglio simbolo della purezza della Madonna, fosse stato scelto proprio per un culto mariano del IX secolo.


giglio su bandiera

Qualunque sia la sua origine precisa, il giglio lo troverete dipinto, ricamato, inciso su tanti oggetti realizzati dalle mani di artigiani fiorentini. Se ne volete acquistare uno, guardate il sito flomour.com e sulle bottiglie e sui bicchieri usciti dal laboratorio Galgani vedrete inciso il giglio di Firenze.