C'è un museo nei pressi di Firenze, a Signa, ll Museo della Paglia e dell’Intreccio, dedicato alla lavorazione della paglia intrecciata secondo una tradizione che risale al Settecento. Fu infatti in quell’epoca che iniziarono a essere coltivate alcune specie di grano destinate soltanto alla produzione di paglia a intreccio, utilizzata per realizzare oggetti di pregevole fattura, in particolare “cappelli”. L’area fiorentina diventò così il primo produttore mondiale di quel tipo di cappello, leghorn, dal nome inglese di Livorno da dove venivano esportati, che divenne ben presto l’emblema della “vita fiorentina”.

Pancani intreccio pelle

Ancora oggi vengono realizzati cappelli e borse intrecciati in paglia, seguendo le tecniche di un tempo; dalle passerelle alla strada, borse e cappelli in materiali come paglia, rafia, canapa, bambù, junco, rattan intrecciati sembrano essere divenuti gli accessori più ricercati dell’estate 2018.

Oltre alla paglia, a essere intrecciata può essere anche la pelle. E ogni borsa è un prodotto unico poiché le lavorazioni artigianali, per la loro natura, sono legate alla singolarità e alla manualità artistica, non essendo prodotte da macchine, ma da un complesso di azioni e movimenti del soggetto che li produce.

Pancani pelle intrecciata

Volete avere una testimonianza della abilità manuale dell’intreccio e allo stesso tempo dell’alta qualità dei materiali? Visitate il sito flomour.com e troverete un’ampia scelta di borse realizzate da Roberto Pancani, nel rispetto della tradizione fiorentina dell’intreccio ma seguendo il gusto e le tendenze dei nostri giorni.